All’apertura della confezione di uno smartphone nuovo, molti utenti scoprono applicazioni mai richieste e, in alcuni casi, impossibili da rimuovere. Si tratta di software preinstallato prima dell’acquisto, inserito lungo la filiera che va dalla fabbrica al punto vendita. Il fenomeno incide sull’esperienza d’uso, sulla privacy e sulle prestazioni dei dispositivi.

Origine delle app preinstallate
Le applicazioni indesiderate non vengono installate per errore. La loro presenza è il risultato di accordi commerciali tra produttori di smartphone, sviluppatori di app e operatori telefonici. Queste intese prevedono l’inclusione di software specifico direttamente nel sistema operativo, prima che il dispositivo raggiunga il consumatore.
Il ruolo dei produttori e degli operatori
I produttori inseriscono app di servizi propri o di terze parti come parte della configurazione standard. Gli operatori telefonici, soprattutto nei dispositivi venduti con contratto, aggiungono ulteriori applicazioni legate a servizi di rete, assistenza o intrattenimento. In molti casi, tali app sono considerate parte integrante del software di sistema.
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Perché alcune app non si possono eliminare
Alcune applicazioni sono classificate come “di sistema” e non possono essere disinstallate senza interventi tecnici avanzati. Questa scelta è motivata da vincoli contrattuali o da esigenze di integrazione con il sistema operativo, ma limita la libertà dell’utente nella gestione del dispositivo.
Impatti su prestazioni e dati personali
La presenza di numerose app preinstallate può influire su spazio di archiviazione, consumo della batteria e utilizzo dei dati. Inoltre, alcune applicazioni raccolgono informazioni sull’uso del dispositivo, sollevando interrogativi sulla tutela della privacy e sulla trasparenza dei processi di raccolta dati.
