Il 2026 si apre con una nuova ondata di rincari per i principali servizi di streaming globali, che hanno aggiornato i propri listini colpendo sia i piani musicali che quelli video. Da Spotify a Paramount+, le piattaforme stanno adeguando le tariffe mensili e annuali per far fronte all’aumento dei costi di produzione e gestione delle infrastrutture. L’attuale scenario obbliga gli utenti a una revisione delle proprie sottoscrizioni per gestire il budget familiare dedicato all’intrattenimento digitale.

Gli aggiornamenti dei costi per musica e anime
Spotify ha dato il via all’anno con un incremento del piano Premium negli Stati Uniti, ora fissato a 12,99 dollari mensili, con ripercussioni che iniziano a interessare anche i mercati europei. Nel settore dell’animazione, Crunchyroll ha applicato rincari generalizzati a partire da febbraio 2026. In Italia, il piano “Fan” è passato da 4,99 euro a 5,99 euro al mese, mentre il profilo “Mega Fan” ha raggiunto i 7,49 euro mensili, segnando il primo aumento per l’abbonamento base dal 2019.
Le variazioni nelle piattaforme cinematografiche e TV
Paramount+ ha introdotto le nuove tariffe nel primo trimestre del 2026, con aumenti che riguardano sia la versione con pubblicità che quella Premium. Negli Stati Uniti, il piano Essential è salito a 8,99 dollari al mese, mentre la versione senza inserzioni con Showtime è arrivata a 13,99 dollari. Anche Sling TV e Amazon Music hanno registrato ritocchi verso l’alto, con quest’ultimo che ha portato il piano individuale a 12-13 dollari mensili a seconda dell’integrazione con i servizi Prime.
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Strategie di risparmio e opzioni annuali
Per contrastare la cosiddetta “streamflation”, molte piattaforme stanno incentivando il passaggio alla fatturazione annuale, che spesso permette di mantenere i vecchi prezzi per un periodo limitato o di ottenere sconti consistenti rispetto al rinnovo mensile. Crunchyroll, ad esempio, consente agli utenti che effettuano il passaggio entro aprile 2026 di bloccare la tariffa precedente per dodici mesi. Altre opzioni includono la rotazione stagionale dei servizi o la ricerca di bundle cumulativi che aggregano più piattaforme sotto un unico canone ridotto.
Il consolidamento del mercato e i piani con pubblicità
Il trend del 2026 conferma una virata decisa verso i piani supportati da pubblicità, che rimangono l’opzione più economica nonostante i leggeri aumenti. Le aziende puntano a diversificare l’offerta per evitare la cancellazione di massa degli abbonamenti, introducendo funzionalità aggiuntive anche nei livelli base, come il download offline per la visione in mobilità. Il mercato si sta stabilizzando su costi medi più elevati, spingendo i consumatori a una selezione più rigorosa dei contenuti ritenuti essenziali.
