I costi delle memorie DDR5 alle stelle per colpa del boom dell’IA

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I costi delle memorie RAM hanno subito un incremento verticale nelle ultime settimane, con alcuni segmenti che registrano quotazioni quadruplicate a causa della pressione esercitata dai data center. Il fenomeno coinvolge direttamente i colossi della tecnologia e minaccia di trasferirsi sui prezzi al consumo, rallentando potenzialmente la diffusione dell’intelligenza artificiale.

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Contesto della notizia

Il mercato globale dei semiconduttori sta affrontando una fase di forte turbolenza legata alla disponibilità di memorie ad accesso casuale. La crescente domanda di memorie DDR5 e HBM3 ha generato uno squilibrio tra offerta e capacità produttiva, portando i prezzi a livelli che gli analisti definiscono preoccupanti per la tenuta dei costi industriali.

Questo scenario si inserisce in un quadro di oligopolio della produzione di RAM, controllato quasi interamente da tre soli attori: le sudcoreane Samsung e SK Hynix e l’americana Micron. Insieme, queste realtà detengono circa il 93% della produzione globale, una concentrazione che rende il mercato estremamente sensibile a ogni minima variazione delle strategie aziendali o dei volumi di output.

Dettagli principali e pressione del settore IA

L’accelerazione dei prezzi è strettamente correlata all’esplosione dell’intelligenza artificiale generativa. Secondo Julien Pillot, economista presso l’INSEEC Grande École, la necessità di alimentare supercomputer per l’addestramento di modelli complessi ha spostato l’asse della produzione verso le memorie HBM (High Bandwidth Memory).

I dati indicano che SK Hynix ha già esaurito la produzione di RAM HBM prevista fino al 2026, a conferma di una saturazione degli ordini senza precedenti. Questa focalizzazione sui componenti per l’IA ha creato un effetto “collo di bottiglia” sulle memorie DDR5, standard utilizzato nei personal computer e nei dispositivi elettronici di uso comune. La carenza di offerta in questo segmento è la causa primaria dei rincari che stanno colpendo i produttori di hardware e, a cascata, l’intera filiera dell’elettronica.

Impatto sul mercato dei consumi e inflazione

Il rischio principale riguarda il trasferimento dei costi di produzione sul prezzo finale dei dispositivi. Alcune proiezioni ipotizzano un incremento dei prezzi degli smartphone fino al 20%, sebbene molti analisti suggeriscano cautela. La decisione di alzare i listini dipenderà dalla solidità finanziaria dei singoli produttori e dalla loro capacità di assorbire l’aumento dei costi dei componenti riducendo i margini di profitto.

Le aziende che operano nella fascia alta del mercato dispongono di maggiore flessibilità, mentre i prodotti entry-level potrebbero subire i rincari più significativi o sparire temporaneamente dagli scaffali per mancanza di componenti redditizi. Inoltre, l’attuale crisi dei prezzi dei semiconduttori potrebbe alimentare ulteriormente l’inflazione nel settore tecnologico, influenzando le decisioni di acquisto di imprese e famiglie nel breve periodo.

Scenario attuale e dipendenza strategica europea

La situazione attuale mette in luce la vulnerabilità del sistema economico europeo. L’Europa è quasi totalmente dipendente dalle importazioni di RAM da Stati Uniti e Corea del Sud, con un deficit commerciale nei semiconduttori tra 10 e 20 miliardi di dollari annui. Nonostante la presenza di aziende leader come ASML e STMicroelectronics, il segmento specifico delle memorie rimane scoperto nel Vecchio Continente.

L’attuale strategia dell’Unione Europea, incarnata dall’European Chips Act, punta a raggiungere il 20% della produzione globale di semiconduttori entro il 2030. Tuttavia, gli esperti sottolineano la necessità di ampliare il raggio d’azione di tali politiche per includere la produzione di memorie, considerate ormai un bene strategico vitale per la digitalizzazione dell’economia e la sovranità tecnologica.


Domande frequenti

Perché i prezzi della RAM sono aumentati così velocemente? L’incremento è dovuto alla domanda massiccia di memorie HBM per l’intelligenza artificiale e data center. I produttori hanno convertito le linee di produzione per soddisfare questi ordini altamente redditizi, trascurando le memorie standard come le DDR5, creando una carenza di offerta che ha fatto schizzare i prezzi sul mercato.

Quali sono i rischi per chi acquista un nuovo computer o smartphone? Il rischio concreto è un aumento dei prezzi di listino o una riduzione delle configurazioni disponibili. I produttori potrebbero decidere di trasferire i maggiori costi della RAM sui consumatori, specialmente per i prodotti di fascia alta dove i margini sono più ampi e la sensibilità al prezzo è minore.

Come influisce l’intelligenza artificiale su questa crisi dei componenti? L’IA richiede enormi capacità di calcolo e memorie ultra-veloci. Questo ha causato un afflusso di capitali verso aziende come Nvidia e i suoi fornitori di RAM, assorbendo la maggior parte delle risorse produttive globali e lasciando scoperti i settori tradizionali dell’informatica, del gaming e dell’ufficio.

Cosa sta facendo l’Europa per ridurre la dipendenza dai produttori esteri? L’Europa ha varato l’European Chips Act per stimolare la produzione interna di chip. Sebbene esistano eccellenze europee nel settore, manca ancora una capacità produttiva dedicata alle RAM. L’obiettivo è incrementare la quota di mercato globale prodotta in UE per mitigare gli shock economici derivanti dalle importazioni.

By Angela Buonuomo

Giornalista digitale appassionata di innovazione, scienza e cultura streaming. Laureata in comunicazione scientifica, scrive articoli chiari e approfonditi su tecnologie emergenti, servizi digitali e curiosità dal mondo della ricerca. Con uno stile diretto e accessibile, cerco di rendere comprensibili anche i temi più complessi, unendo precisione giornalistica e passione per il futuro. Su questo sito esplora ogni giorno il punto d’incontro tra scienza, tecnologia e intrattenimento.

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