Una barriera sottomarina per salvare il ghiacciaio Thwaites dall’instabilità irreversibile

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Un progetto ingegneristico senza precedenti viene valutato come estrema risposta all’accelerazione dello scioglimento del ghiacciaio Thwaites, in Antartide. Una coalizione internazionale di ricercatori propone la costruzione di una barriera lunga circa 80 chilometri sul fondale oceanico per rallentare il collasso del ghiaccio. L’iniziativa è considerata rilevante perché il destino di Thwaites potrebbe influenzare in modo significativo l’innalzamento globale del livello dei mari.

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Il ruolo cruciale del ghiacciaio Thwaites

Il ghiacciaio Thwaites è uno dei più grandi e instabili dell’Antartide occidentale. Gli scienziati lo monitorano da anni per la sua funzione di “tappo” naturale che frena il deflusso di enormi masse di ghiaccio verso l’oceano. Il suo collasso completo potrebbe innescare una reazione a catena, contribuendo a un aumento del livello del mare stimato in decine di centimetri nel lungo periodo.

Un’idea radicale nata dall’emergenza climatica

Secondo i promotori del progetto, l’attuale ritmo di riduzione delle emissioni globali non è sufficiente a contenere gli effetti più rapidi del riscaldamento climatico. Da qui la proposta di un intervento fisico diretto: una struttura sottomarina progettata per limitare l’ingresso di acque calde sotto il ghiacciaio, una delle principali cause della sua erosione dal basso.

Caratteristiche della barriera sottomarina

La barriera, descritta come una sorta di “cortina” installata sul fondale marino, avrebbe il compito di deviare o rallentare le correnti oceaniche calde. Non si tratterebbe di una soluzione definitiva al cambiamento climatico, ma di una misura temporanea pensata per guadagnare tempo e ridurre la velocità di perdita di massa glaciale.

Dubbi, costi e limiti del progetto

Gli stessi ricercatori riconoscono che l’iniziativa comporterebbe costi elevatissimi, difficoltà tecniche estreme e potenziali rischi ambientali. Inoltre, la proposta non sostituirebbe le politiche di riduzione delle emissioni, considerate indispensabili. Il progetto viene quindi presentato come una misura di emergenza, oggetto di dibattito nella comunità scientifica internazionale.

By Angela Buonuomo

Angela Buonomo è una content writer appassionata di attualità, innovazione e cultura digitale. Laureata in Comunicazione, unisce precisione giornalistica e curiosità creativa per raccontare le notizie con uno stile chiaro e coinvolgente. Ama scoprire le tendenze del web, esplorare le novità tecnologiche e condividere curiosità che stimolano il pensiero critico e la voglia di approfondire. Sul nostro sito, firma articoli che informano, sorprendono e semplificano anche i temi più complessi.

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