Godzilla rivive in 3D

Ben pochi lo sanno ma sessant’anni fa, al suo esordio, Godzilla era un pupazzetto di pochi centimetri, mosso da mani esperte nascoste dietro una scenografia riprodotta artigianalmente: il mostro peloso che sembrava saltar fuori dallo schermo muto e terrorizzare gli spettatori increduli era null’altro che un burattino.

Molte le versioni nei decenni successive e sempre più raffinate le tecnologie usate per riprodurre la ferocia dell’essere primordiale. Sono evoluti notevolmente anche gli script interpretativi dello spettatore, per cui la sfida odierna è cercare di sorprendere ancora un pubblico che non si lascia più stupire da nulla.

La sfida l’ha raccolta Gareth Edwards, che col suo “Godzilla”, in 3D, prova a rimettere in scena la stra-nota storia dello scimmione primordiale, ma in una versione più complessa:il mostro rappresenta i danni che l’uomo crea a se stesso e al mondo attraverso l’uso sconsiderato dell’energia nucleare.

 

Godzilla rivive in 3D

By Angela Buonuomo

Giornalista digitale appassionata di innovazione, scienza e cultura streaming. Laureata in comunicazione scientifica, scrive articoli chiari e approfonditi su tecnologie emergenti, servizi digitali e curiosità dal mondo della ricerca. Con uno stile diretto e accessibile, cerco di rendere comprensibili anche i temi più complessi, unendo precisione giornalistica e passione per il futuro. Su questo sito esplora ogni giorno il punto d’incontro tra scienza, tecnologia e intrattenimento.

Leggi anche