OpenAI conferma la dismissione di modelli precedenti su ChatGPT entro febbraio

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OpenAI ha annunciato l’intenzione di rimuovere diverse versioni dei propri modelli linguistici dall’interfaccia di ChatGPT a partire dal mese prossimo. La decisione mira a semplificare l’infrastruttura tecnica della piattaforma, spingendo gli utenti verso le architetture più recenti. Il provvedimento segue le polemiche dello scorso agosto, quando il debutto di GPT-5 portò alla rimozione improvvisa di versioni precedenti molto apprezzate dall’utenza.

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Il piano di semplificazione dell’infrastruttura

L’azienda di Sam Altman intende razionalizzare l’offerta tecnologica eliminando i modelli considerati obsoleti o meno efficienti rispetto agli standard attuali. La transizione coinvolgerà sia gli utenti della versione gratuita sia gli abbonati ai piani Plus e Team. Secondo le note tecniche, l’obiettivo è ottimizzare i tempi di risposta e concentrare le risorse computazionali sulle capacità avanzate dell’ultima generazione di intelligenza artificiale.

I precedenti della transizione a GPT-5

La strategia di aggiornamento di OpenAI ha già affrontato critiche significative durante l’estate del 2025. In occasione del lancio di GPT-5, la rimozione di GPT-4o dal selettore dei modelli avvenne senza una comunicazione preventiva adeguata. Quella scelta generò una reazione negativa da parte della base utenti, che lamentava la perdita di un sistema percepito come più empatico e meno schematico rispetto al successore.

Differenze di comportamento tra i modelli

Le rilevazioni sull’utilizzo quotidiano hanno evidenziato una netta distinzione tra le varie versioni dell’algoritmo. Molti utilizzatori hanno descritto GPT-4o come un modello dal tono più colloquiale e accogliente, ideale per compiti creativi o conversazionali. Al contrario, GPT-5 si è distinto per un approccio più asciutto, sintetico e orientato alla risoluzione di problemi complessi, caratteristica che ha reso difficile l’adattamento per chi preferiva l’interazione del modello precedente.

Impatto sull’esperienza utente e API

Oltre all’interfaccia web e mobile di ChatGPT, la rimozione dei modelli avrà ripercussioni anche sugli sviluppatori che utilizzano le API di OpenAI. Sebbene l’azienda solitamente garantisca un periodo di supporto per le versioni legacy attraverso gli endpoint specifici, l’integrazione diretta nel selettore di ChatGPT verrà interrotta definitivamente. Questo passaggio obbligherà milioni di persone a riconfigurare i propri flussi di lavoro in base alle caratteristiche tecniche dei modelli superstiti.

By Angela Buonuomo

Angela Buonomo è una content writer appassionata di attualità, innovazione e cultura digitale. Laureata in Comunicazione, unisce precisione giornalistica e curiosità creativa per raccontare le notizie con uno stile chiaro e coinvolgente. Ama scoprire le tendenze del web, esplorare le novità tecnologiche e condividere curiosità che stimolano il pensiero critico e la voglia di approfondire. Sul nostro sito, firma articoli che informano, sorprendono e semplificano anche i temi più complessi.

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