L’Università di Innsbruck riceverà un importante finanziamento da otto milioni di euro per potenziare la ricerca in fisica quantistica e astronomia. Due settori innovativi mirano a rispondere a domande ancora irrisolte sull’universo e a sviluppare nuove tecnologie quantistiche.

Esplorare l’universo oscuro con i telescopi spaziali
Materia oscura ed energia oscura costituiscono circa il 95% dell’universo, ma restano ancora oggi tra i più grandi misteri della fisica moderna. Non possono essere osservate direttamente, ma i loro effetti si rivelano nell’analisi delle galassie e delle distorsioni gravitazionali.
Il team dell’Institute for Astro- and Particle Physics dell’Università di Innsbruck, guidato da Tim Schrabback, lavora per confrontare le osservazioni galattiche con modelli teorici. Questo approccio è essenziale per comprendere meglio la natura dell’universo oscuro.
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Gli scienziati utilizzano i dati di due telescopi spaziali all’avanguardia:
- Euclid, dell’Agenzia Spaziale Europea, lanciato nel 2023, osserverà oltre un terzo del cielo notturno.
- Il celebre James Webb Space Telescope, frutto di una collaborazione tra ESA, NASA e CSA, permette di esplorare le origini dell’universo grazie alla sua capacità di osservazione infrarossa.
Tecnologie quantistiche: atomi connessi per svelare l’invisibile
Parallelamente, il secondo filone di ricerca riguarda i sistemi quantistici ad alta connettività, un settore in rapida crescita nel mondo scientifico. L’obiettivo è sviluppare simulatori quantistici capaci di studiare fenomeni complessi, oggi irraggiungibili con i computer tradizionali.
Il progetto coinvolge Hannes Bernien, Francesca Ferlaino e Hannes Pichler, scienziati dell’Università di Innsbruck e dell’ÖAW Institute for Quantum Optics and Quantum Information.
L’interconnessione tra particelle distanti, attraverso il fenomeno dell’entanglement quantistico, è alla base delle future applicazioni in informatica quantistica e comunicazione sicura. Questi sistemi possono aprire la strada a nuove frontiere nella ricerca quantistica, con impatti concreti sulla tecnologia e sull’industria.

Un investimento per il futuro della scienza
Il Fondo austriaco per la scienza (FWF) ha stanziato quattro milioni di euro per ciascun progetto, con la possibilità di rinnovo per altri quattro anni in caso di risultati promettenti.
Questo finanziamento rappresenta un passo decisivo per posizionare l’Austria tra i leader nella ricerca scientifica internazionale.
Conclusione:
L’Università di Innsbruck si conferma un polo strategico per la ricerca sull’universo oscuro e le tecnologie quantistiche, grazie a investimenti mirati e collaborazioni globali. Per approfondire questi temi, visita:
