Le autorità giudiziarie in Svezia stanno valutando un inasprimento delle sanzioni contro chi utilizza servizi di streaming illegali basati su IP-TV. Secondo la Procura, la repressione non dovrebbe più limitarsi ai fornitori, ma coinvolgere anche gli utenti finali. La misura segnerebbe un cambio di passo nella lotta alla pirateria audiovisiva, con possibili conseguenze penali.

Linea dura della Procura
La Procura svedese ha espresso l’intenzione di considerare l’uso consapevole di servizi IP-TV illegali come un reato perseguibile con pene detentive. L’orientamento nasce dalla convinzione che la domanda degli utenti alimenti direttamente il mercato illecito, rendendo inefficaci le sole azioni contro i distributori.
Diffusione dei dispositivi illegali
Negli ultimi anni, in Svezia si è registrata una crescita significativa dell’uso di dispositivi e abbonamenti IP-TV non autorizzati. Questi servizi consentono l’accesso a canali televisivi e contenuti premium a costi ridotti, eludendo i diritti di trasmissione e i sistemi di licenza ufficiali.
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Impatto sul quadro normativo
L’eventuale introduzione della reclusione per gli utenti richiederebbe un’interpretazione più severa delle leggi esistenti sul diritto d’autore. Le autorità stanno valutando se l’uso di tali servizi possa configurare una partecipazione attiva alla violazione, anziché una semplice fruizione passiva.
Reazioni e scenari futuri
La proposta ha acceso il dibattito tra giuristi e operatori del settore audiovisivo. Se adottata, la linea della Procura svedese potrebbe influenzare altri Paesi europei, spingendo verso politiche più restrittive contro la pirateria digitale e ridefinendo le responsabilità degli utenti finali.
