Potrebbe essere un passo avanti nella scienza medica, destinato a cambiare per sempre la vita di migliaia di persone nel mondo, che per le più disparate malattie o incidenti, sono nate o si sono ritrovati disabili.
La notizia arriva da oltreoceano ed ha dell’incredibile: un giovane, che nel 2010 era rimasto paralizzato a gambe e braccia dopo un tuffo temerario nell’Oceano Atlantico, a distanza di 4 anni, grazie a un chip impiantatogli nel cervello, è riuscito a muovere la mano.
Il primo piccolo grande passo verso il futuro è stato compiuto davanti a scienziati e giornalisti in una sala del Wexner Medical Center di Columbus dopo una preparazione lunga e intensa. Al giovane, dopo aver impiantato il chip, è stato fissato un cilindro di metallo sul cranio ed è stato monitorato per tre volte a settimana con un monitor.
L’esperimento è stato portato avanti dagli scienziati di Battelle, che alla fine sono riusciti a far aprire e chiudere la mano al giovane e a vederlo afferrare persino un cucchiaio per alcuni istanti.
Speriamo che questo sia solo il primo passo di una nuova scoperta che potrà migliorare molte vite.

