Meta ha avviato il rilascio di una nuova funzionalità di sicurezza per WhatsApp pensata per proteggere utenti esposti a minacce informatiche avanzate. La novità riguarda in particolare giornalisti, personaggi pubblici e soggetti considerati ad alto rischio, spesso nel mirino di attacchi mirati e spyware. L’iniziativa rafforza il livello di difesa dell’app di messaggistica in un contesto di crescente sofisticazione delle cyber-minacce.

Una risposta alle minacce informatiche mirate
Negli ultimi anni WhatsApp è stata utilizzata come vettore per attacchi di sorveglianza digitale, inclusi software spia capaci di compromettere i dispositivi senza interazione diretta dell’utente. Meta ha sviluppato la nuova funzione per ridurre la superficie di attacco e limitare le possibilità di sfruttamento di vulnerabilità da parte di attori malevoli.
Cosa sono le “Impostazioni account rigorose”
La funzione, denominata “Impostazioni account rigorose”, introduce una modalità di protezione rafforzata che si aggiunge alla crittografia end-to-end già attiva su WhatsApp. Quando abilitata, applica restrizioni più severe su alcune funzionalità dell’app, bloccando potenziali vettori di attacco comunemente usati nelle operazioni di cyber-spionaggio.
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Protezione extra per utenti ad alto rischio
Secondo Meta, la nuova modalità è pensata per chi necessita di un livello di sicurezza superiore rispetto agli standard abituali. Le misure includono limitazioni sulle anteprime dei link, sui download automatici e su determinate interazioni che potrebbero essere sfruttate per l’installazione di spyware o l’accesso non autorizzato ai dati.
Distribuzione graduale e contesto globale
Il rilascio della funzione è graduale e interesserà progressivamente gli utenti nelle prossime settimane. L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia di Meta volta a rafforzare la sicurezza delle proprie piattaforme, in un momento in cui governi, media e organizzazioni internazionali segnalano un aumento degli attacchi digitali mirati contro figure pubbliche e operatori dell’informazione.
