Family Act, ecco come si cercano di aiutare le famiglie

Family Act ecco come si cercano di aiutare le famiglie

Questa crisi economica scatenata dalla pandemia di Coronavirus sta pensando su imprese ed aziende, ma anche e soprattutto sulle famiglie.

Famiglie che, magari, già faticavano ad arrivare a fine mese e che ora, tra perdita di lavoro, scuole chiuse e le problematiche più svariate, rischiano pesantissime ripercussioni.

Ma proprio indirizzate alle famiglie sono le ultime misure pensate dal governo e denominate “Family Act”.

Nell scorse ore il governo ha infatti approvato il disegno di legge delega che riforma le politiche familiari promosso dalla ministra per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti, fortemente sostenuto da Italia viva.

Innanzitutto è stato previsto un assegno universale, per tutti i nuclei familiari con uno o più figli, su base mensile e che verrà corrisposto a partire dal settimo mese di gravidanza della madre fino al compimento del 18esimo anno, tramite una somma di denaro oppure con il riconoscimento di un credito d’imposta, da usare in compensazione. L’assegno prevede una quota base a tutti i nuclei familiari con uno o più figli, alla quale si aggiunge una quota variabile che viene determinata per scaglioni dall’indicatore Isee e anche dell’età dei figli a carico.

Family Act ecco come si cercano di aiutare le famiglie

La bozza chiede tra l’altro di “stabilire un periodo minimo non inferiore ai due mesi di congedo parentale non cedibile all’altro genitore per ciascun figlio”. E i neo papà avranno un congedo obbligatorio di 10 giorni minimo alla nascita di un figlio.

C’è anche un articolo ad hoc per le mamme, per evitare che debbano abbandonare il posto di lavoro alla nascita del bambino. E viene prevista una forma di retribuzione – seppur parziale – dei congedi di malattia per i figli, che attualmente non viene pagato al genitore che ne usufruisce per assistere il piccolo malato.

Inoltre sono previsti contributi per le rette degli asili nidi e delle scuole dell’infanzia o altre forme di supporto per i figli sotto i 6 anni, così come contributi per spese sostenute ai fini educativi, ossia per attività ludiche e culturali, come quelle per gite scolastiche, per i libri, supporti informatici, per corsi di arte, musica e lingue, per lo sport. 

Redazione

<em>Content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, appassionata di gossip, cronaca e curiosità.</em>