Ictus, la diagnosi grazie a un selfie per una donna canadese

La notizia è alquanto strana, se non incredibile, ma a quanto pare è vera: un selfie può salvare la vita.

Certo non il semplice scattarsi una foto col proprio videofonino, ma l’immortalare i cambiamenti del proprio viso può dar luogo a una diagnosi di ictus, anche a distanza.

E’ quanto accaduto a una donna canadese, Stacey Yepes, che come racconta l’emittente Cbc, non riusciva a raccontare a voce i sintomi che sentiva. La donna si era recata in ospedale raccontando che pochi minuti prima aveva avuto un irrigidimento del volto e una difficoltà a parlare, ma i medici avevano imputato il tutto allo stress.

Cosi la donna, quando due giorni dopo ha riavuto un attacco si è filmata: è stato possibile cosi accertare che si trattava di mini-ictus, che sono spesso premonitori di veri e propri ictus successivi.

Ecco come un semplice selfie può aiutare a salvarsi la vita.

 

Ictus, la diagnosi grazie a un selfie per una donna canadese

By Angela Buonuomo

Giornalista digitale appassionata di innovazione, scienza e cultura streaming. Laureata in comunicazione scientifica, scrive articoli chiari e approfonditi su tecnologie emergenti, servizi digitali e curiosità dal mondo della ricerca. Con uno stile diretto e accessibile, cerco di rendere comprensibili anche i temi più complessi, unendo precisione giornalistica e passione per il futuro. Su questo sito esplora ogni giorno il punto d’incontro tra scienza, tecnologia e intrattenimento.

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