Meta lancia un nuovo sistema per la tutela dei minori online
Meta, società madre di Facebook e Instagram, ha annunciato un nuovo sistema per la verifica dell’età dei minori. Questa iniziativa arriva in risposta alle crescenti pressioni normative globali per regolamentare l’accesso degli adolescenti ai social network.
L’obiettivo è offrire una soluzione più semplice e conforme alle nuove leggi sulla sicurezza digitale, ma non mancano i dubbi sulla sua efficacia e sulle implicazioni per la privacy.

AgeKey: come funziona il nuovo sistema di verifica dell’età
Meta collaborerà con K-ID, startup con sede a Singapore, per implementare AgeKey, una tecnologia pensata per verificare l’età degli utenti in modo rapido e sicuro. Il sistema sarà inizialmente testato su alcune app e, nel 2026, sarà esteso ad altri Paesi.
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AgeKey sfrutta il riconoscimento facciale o delle impronte digitali integrate negli smartphone. Questo approccio consente di creare chiavi di accesso digitali che possono essere riutilizzate su più piattaforme compatibili, evitando l’inserimento ripetuto dei dati.
Secondo Antigone Davis, responsabile della sicurezza di Meta, si tratta di una soluzione “molto più semplice da usare” rispetto ai sistemi attuali, pensata per semplificare la vita agli utenti e alle famiglie.
Sfide normative e preoccupazioni per la privacy
La crescente frammentazione tra le normative internazionali ha spinto le grandi piattaforme tech a cercare uno standard comune per la verifica dell’età. Paesi come Regno Unito, Australia e alcuni stati USA ed europei hanno già introdotto restrizioni per l’accesso ai contenuti ritenuti inadatti ai minori.
Tuttavia, sistemi simili a quello annunciato da Meta sono già stati vietati in alcune nazioni, principalmente per rischi legati alla privacy e alla sorveglianza digitale.
I critici temono che l’uso di tecnologie biometriche possa minacciare l’anonimato online. Inoltre, i sistemi di verifica vengono spesso aggirati da giovani utenti, che usano strumenti di intelligenza artificiale per falsificare identità virtuali, complicando ulteriormente il controllo.
Anche le piccole aziende e startup del settore digitale rischiano di restare indietro. Molte di esse non dispongono delle risorse necessarie per adeguarsi a standard così complessi, pur essendo soggette agli stessi obblighi delle big tech.
Conclusione: tra tutela dei minori e rischio sorveglianza
L’iniziativa di Meta rappresenta un passo importante verso una maggiore protezione dei minori online, ma apre anche il dibattito su come conciliare sicurezza e libertà digitale.

L’adozione di AgeKey potrebbe diventare uno standard nel settore, ma solo il tempo dirà se sarà davvero efficace e accettato a livello globale.
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