Cassino, ad uccidere il bimbo di due anni potrebbe aver contribuito anche il padre

Redazione

Non c’è mai fine all’orrore: è questo che viene da pensare, con i nuovi dettagli che emergono dalla già terribile vicenda di Cassino, dove un bimbo di soli due anni e mezzo è stato strangolato dalla propria madre.

Come vi abbiamo raccontato nelle scorse ore, nel pomeriggio di mercoledì 17 aprile in località Volla a Piedimonte San Germano, una donna, di 28 anni, aveva allertato i soccorsi perché il suo bambino era stato investito da un pirata della strada.

I soccorsi, immediatamente accorsi, non avevano potuto far altro che constatare il decesso, ma anche rendersi conto che il racconto non era compatibile con la ricostruzione della donna.
E così, dopo una notte di interrogatori, aveva confessato in modo tanto lucido quanto freddo, il bambino piangeva troppo, e per questo lo aveva soffocato fino a togliergli la vita.

Una cosa già di per sé inconcepibile per la maggior parte delle persone, ma ora la storia si aggrava ulteriormente: gli investigatori hanno infatti tratto in arresto anche il padre della povera vittima.
A uccidere il piccolo Antonio Gabriel non sarebbe stata solo la mamma: i carabinieri hanno fermato anche al papà, 50enne, dopo un interrogatorio durato tutta la notte.

La madre del bambino, già fermata dalle forze dell’ordine, si sarebbe addossata tutte le colpe dopo aver inizialmente tirato in ballo anche il compagno, ma per gli investigatori l’uomo era presente ed ora l’autopsia aiuterà a chiarire se l’uomo abbia assistito solo inerme all’omicidio o vi abbia preso parte attivamente.

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