Insalate in busta: veramente così dannose?

Redazione

Tutti noi sappiamo benissimo che, se è vero che la verdura fa bene alla salute, questa per conservare tutte le sue caratteristiche deve essere coltivata in modo biologico, senza additivi chimici, ed è preferibile da acquistare fresca, appena raccolta e quindi non imbustata e sottoposta a trattamenti industriali.

Con la vita frenetica che conduciamo tutti i giorni non è però certo facile trovare un contadino di fiducia: ecco quindi che ci facciamo andar bene la classica lattuga in busta, che conserviamo in frigorifero per giorni e abbiamo sempre pronta all’uso.

Quanto è sicura e nutriente?

Secondo un’allarmante ricerca condotta dall’Università di Torino, ben poco: lo studio ha infatti rivelato che nelle insalate già tagliate e confezionate sono presenti tanti microrganismi e batteri.
Più nello specifico, lo studio sottolinea come non debba essere sottovalutata la possibilità che l’insalata venga conservata a lungo in celle frigorifere, ossia in un clima sfavorevole per gli ortaggi, sottolineando inoltre come l’insalata confezionata tenda a deteriorarsi molto più facilmente, arrivando ad una data di scadenza decisamente precoce.

Al bando quindi questa tipologia di insalate?

Il Gruppo IV Gamma di Unione Italiana Food ha controbattuto alla ricerca dell’ateneo piemontese parlando di affermazioni allarmistiche “ingiustificate e fuorvianti”. Del resto, a tutela dei consumatori, c’è da anni una normativa ferrea, che norma tutti i vari passaggi, dalla raccolta alla vendita, per assicurare a tutti di consumare un prodotto non pericoloso per la salute.

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