Nuovi dispositivi indossabili promettono assistenza continua senza dover guardare lo schermo.
I pendenti con intelligenza artificiale sono tornati.
Dopo i primi flop, le aziende tecnologiche ci riprovano con versioni più evolute e discrete.
Questi piccoli dispositivi si portano al collo o si fissano ai vestiti.
Hanno microfoni e telecamere sempre pronti a rispondere ai comandi vocali.

L’idea è semplice.
Fare molte cose senza tirare fuori lo smartphone dalla tasca.
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Al CES di Las Vegas, la più grande fiera tech al mondo, il ritorno dei pendenti AI è stato evidente.
Diverse aziende hanno presentato nuovi modelli, più leggeri e più facili da usare.
Due anni fa un progetto simile, la spilla AI di Humane, aveva deluso.
Problemi tecnici e aspettative troppo alte avevano frenato l’entusiasmo.
Ora il settore riparte con un approccio diverso.
Meno promesse futuristiche e più funzioni concrete.
I nuovi pendenti puntano su comandi vocali rapidi.
Promemoria, traduzioni, note audio e indicazioni in tempo reale.
Per chi vuole ridurre il tempo davanti allo schermo, è una novità importante.
Non serve più controllare ogni notifica sul telefono.
Basta parlare e ricevere una risposta immediata.
Senza interrompere una conversazione o una passeggiata.
Questi oggetti si aggiungono ad altri dispositivi indossabili già diffusi.
Anelli smart, occhiali connessi e orologi intelligenti.
Tutti seguono la stessa direzione.
Creare un mondo digitale più presente, ma meno visibile.
Per molti utenti stanchi delle continue distrazioni dello smartphone, è un segnale chiaro.
Il futuro della tecnologia potrebbe essere più vicino al corpo e meno agli schermi.

