Google Play Store ospita ancora numerose app di intelligenza artificiale capaci di creare nudi non consensuali. Nonostante le politiche restrittive, questi software superano i controlli spacciandosi per semplici editor fotografici.

Come le app vietate aggirano i filtri di Google
La testata Android Police ha individuato diverse applicazioni che offrono servizi di “nudify”. Questi strumenti utilizzano l’AI per rimuovere digitalmente i vestiti dalle immagini caricate dagli utenti.
Molte di queste app utilizzano nomi generici e icone innocue per evitare la rimozione immediata. Una volta installate, propongono abbonamenti premium per sbloccare le funzioni di generazione di nudo.
Il meccanismo di aggiramento sfrutta queste strategie:
- Utilizzo di parole chiave ambigue nelle descrizioni ufficiali.
- Reindirizzamento degli utenti verso siti web esterni per il pagamento.
- Interfacce che nascondono le funzioni reali fino al primo avvio.
- Recensioni fasulle per aumentare l’autorevolezza nel ranking.
Il problema principale riguarda la facilità di accesso a strumenti potenzialmente pericolosi. Chiunque può scaricare questi software direttamente dallo store ufficiale di Android.
I rischi per la sicurezza e la risposta di Mountain View
Queste applicazioni alimentano il fenomeno dei deepfake a sfondo sessuale senza il consenso delle vittime. Spesso i bersagli sono persone comuni, colleghi o conoscenti degli utilizzatori.
Google ha rimosso alcune delle app segnalate, ma ne appaiono costantemente di nuove. Il sistema di revisione automatizzato fatica a riconoscere il codice malevolo dedicato all’elaborazione di nudi.
I pericoli identificati dagli esperti includono:
- Violazione massiva della privacy e della dignità personale.
- Possibilità di estorsione tramite immagini generate artificialmente.
- Raccolta di dati sensibili e foto private su server non sicuri.
- Diffusione virale di contenuti falsi difficili da eliminare dal web.
La sfida per la sicurezza mobile resta aperta mentre l’intelligenza artificiale diventa sempre più accessibile. Gli utenti devono prestare massima attenzione alle autorizzazioni richieste da editor fotografici sospetti.
La sorveglianza manuale sembra essere l’unica soluzione temporanea efficace contro questa ondata. Resta da capire se Google implementerà nuovi algoritmi di scansione più profondi per le immagini.
