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Frequenza cardiaca, quanto deve essere quella ottimale?

Frequenza cardiaca quanto deve essere quella ottimale

Quando ci prendiamo uno spavento o facciamo una corsa la prima cosa che sentiamo cambiare è il battito del nostro cuore:

lo sentiamo molto accelerato, e addirittura sembra quasi che il cuore schizzi dal petto.

Naturalmente può capitare in diversi frangenti che i battiti siano maggiori del consueto, ma qual è la “normalità”.

Cominciamo subito col dire che la frequenza cardiaca è il numero di battiti del cuore al minuto ed insieme alla temperatura corporea, la pressione sanguigna e il ritmo respiratorio, è una delle funzioni vitali.

La frequenza cardiaca varia da persona a persona, ma in genere  è di circa 70 bpm nell’uomo e di circa 75 bpm nelle donne, mentre nei neonati la frequenza a riposo è di circa 100-180 bpm.

La frequenza cardiaca può essere misurata a riposo, che corrisponde al numero di pulsazioni del cuore in condizioni di inattività fisica, massima.

Ovvero il valore massimo raggiungibile dal cuore sotto sforzo e di recupero, che corrisponde al valore che raggiunge il battito cardiaco due minuti dopo aver smesso di fare esercizio fisico.

Quando il cuore ha un numero di battiti differente da quello compreso nel “range” ritenuto appropriato per l’età e lo stato di salute generale si parla di aritmie.

Più nello specifico, se la frequenza cardiaca è più alta della norma si parla di tachicardia mentre se è più bassa di bradicardia.

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