Il ministro Azzolina rassicura sulla validità dell’anno scolastico

Redazione

Bambini e ragazzi ormai non vedono i banchi della scuola da diverse settimane ed un’ipotesi, giorno dopo giorno, si fa sempre più realistica: prima di settembre le porte rimarranno sbarrate.

In queste settimane, naturalmente, si sta cercando di portare avanti l’apprendimento con l’e-learning ma in un paese in cui permangono forti squilibri socio-economici ed un grande gap tecnologico, sono tante le scuole e gli insegnanti che non riescono a fornirlo.

Si sta facendo quel che si può, ed una cosa è certa: l’anno scolastico non verrà considerato perso per nessuno studente.

“Una misura altamente significativa è quella che sancisce la conservazione della validità dell’anno scolastico 2019-2020. L’articolo 32 del decreto-legge n. 9 recita: “Qualora le istituzioni scolastiche del sistema nazionale d’istruzione non possono effettuare almeno 200 giorni di lezione, a seguito delle misure di contenimento del COVID-19, l’anno scolastico 2019-2020 conserva comunque validità anche in deroga a quanto stabilito dall’articolo 74 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297”.

Il ministro dell’Istruzione conferma la validità dell’anno scolastico in corso.

A ribadirlo la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina durante una informativa in Senato.

Poi ha ribadito: “Si tornerà a scuola se e quando, sulla base delle indicazioni degli esperti, le condizioni lo consentiranno”.

Naturalmente anche la ministra sa bene che un “improvvisato” apprendimento a distanza può provocare gravi lacune, e tra le soluzioni che la Azzolina sembrerebbe avere in mente per recuperare quanto possibile dell’a.s. 2019-2020 ci sarebbe quella di prevedere dei corsi di recupero pomeridiani che gli studenti dovranno seguire non appena riapriranno le scuole. In alternativa si potrebbe pensare ad una forma di didattica a distanza anche nei mesi estivi.

Sugli esami di maturità, “il mio orientamento è di proporre una commissione formata da soli membri interni, con presidenti esterni. Da un lato, ciò vale a tutelare gli apprendimenti effettivamente acquisiti. Dall’altro, un presidente esterno si fa garante della regolarità dell’intero percorso d’esame”, ha quindi chiosato.

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