Marte, Insight si affianca ai Rover Curiosity e Opportunity

Marte Insight si affianca ai Rover Curiosity e Opportunity

Insight arriva su Marte e si affianca ai rover Curiosity e Opportunity

La superficie marziana comincia a essere affollata. Oltre ai due Rover Opportunity e Curiosity, adesso è arrivata la sonda Insight, col suo carico di novità ad alta tecnologia. Con pessimo neologismo, ora si dice che la sonda è ammartata. Ci assicurano i linguisti che questo è corretto: e allora, ci apprestiamo a vedere il prossimo ammercuriaggio, aggiovaggio e così via, fin quando il nostro spirito di sopportazione, già messo a dura prova da avvocata e assessora, reggerà.

Ma torniamo al nostro Marte, il meraviglioso Pianeta Rosso, che non è proprio rosso, ma tende ad esserlo; e comunque, nell’immaginario collettivo è definito così, oltre che il Dio della Guerra. Centocinquanta milioni di chilometri, un viaggio di mesi, e un’altra volta siamo arrivati da quelle parti. Marte è il pianeta più vicino alla Terra, ed è pure giusto che andiamo a esplorarlo come si conviene.

Siamo già stati sulla Luna (anche se qualche ebete si ostina a dire che non è vero), ma questo non ci basta. Probabilmente, di là della mera e meravigliosa curiosità scientifica, ci interessa sapere non solo se su questo corpo celeste di prossimità c’è stata vita, ma anche se l’uomo ha la possibilità di insediarsi più o meno stabilmente da quelle parti.

Gli scienziati ci dicono di sì, e questo ci fa piacere, visto che su questo piccolo pianeta Terra siamo diventati decisamente troppi. Ma per vivere su Marte, si devono verificare un paio di condizioni importanti, soprattutto se abbiamo intenzione di colonizzare questo microcosmo vicino a noi. Ci deve essere anzitutto un’atmosfera, magari non respirabile direttamente, ma un’atmosfera. Spetterà poi a noi trarre dai gas esistenti nella tenue atmosfera di Marte, quella miscela di idrogeno e ossigeno e altri gas respirabile dai nostri polmoni.

Poi ci deve essere l’acqua. L’acqua è sinonimo di vita, almeno per noi terrestri, e non possiamo vivere senza avere a disposizione questo liquido benedetto dagli dei. Le varie missioni esplorative che hanno preceduto Insight sembra che abbiano accertato con un sufficiente grado di ragionevolezza che l’acqua sta sotto la superficie marziana, a circa un chilometro di profondità o poco più. Si tratta di trovare la maniera di estrarla, la qual cosa non è comunque facile.

E in ogni caso, non conoscendo noi la superficie del pianeta se non in maniera davvero minima, non sappiamo se in qualche misura l’acqua scorra per l’appunto anche in superficie, anche se l’ipotesi non è fra le più accreditate. Si tende a pensare che probabilmente l’acqua fosse presente sulla superficie del pianeta in tempi molto remoti. I canali che si vedono nelle riprese sono probabilmente degli antichi corsi d’acqua prosciugati. Insight, col suo lander appena atterrato, anzi, ammartato, sta ora aprendo i suoi pannelli solari per raccogliere l’energia luminosa del sole e trasformarla in energia elettrica.

Contemporaneamente sta testando le proprie telecamere per cominciare a fare le riprese. Tramite le prime immagini, sarà possibile scegliere i punti migliori per posizionare il sismografo e i termometri-sonda che saranno in grado di misurare la temperatura del pianeta fino alla profondità di 5 metri.

A questo proposito, l’astrobiologa Daniela Billi, dell’Università Tor Vergata di Roma, ci spiega: Anche se Insight studierà il sottosuolo di Marte da un punto di vista geologico, e non potrà identificare l’eventuale presenza di impronte della vita, una migliore conoscenza del suo sottosuolo e in particolare del trasporto del calore potrebbe fornire importanti indicazioni sulla sua abitabilità.

Questo è rilevante alla luce delle evidenze sulla presenza di un lago salato sub-superficiale, per il quale la concentrazione di sali necessaria a mantenere l’acqua allo stato liquido dipende dalla temperatura. Quindi Insight ha il compito di “andare in profondità”, e questo lo rende diverso dalle altre precedenti missioni sul pianeta rosso. Ma attenzione: fra poco probabilmente finirà l’era dei robot esplorativi. Fra qualche anno con tutta probabilità arriverà l’era dell’uomo.

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