Napoli, scontri e proteste per la prima notte di coprifuoco

Redazione

La polizia ha usato gas lacrimogeni contro i manifestanti durante le manifestazioni a Napoli mentre la regione Campania aveva ufficializzato la prima notte di coprifuoco.

Centinaia di persone sono scese in piazza per manifestare per l’imminente blocco minacciato dal governatore della Campania Vincenzo De Luca a causa del rapido aumento del numero di nuovi casi covid-19.

Sotto striscioni con su scritto “Contro De Luca” e “Chi ci chiude ci paghi“, i manifestanti hanno dato fuoco a cassonetti e auto vandalizzate oltre a lanciare pietre, bottiglie assaltando la polizia che ha risposto con gas lacrimogeni.

Stasera abbiamo assistito a veri e propri comportamenti criminali nei confronti della polizia” – ha detto il commissario di polizia di Napoli Alessandro Giuliano – “Nessuna condizione di disagio, per quanto umanamente comprensibile, può in alcun modo giustificare la violenza“.

De Luca, che ha imposto il coprifuoco dalle ore 23 alle 5 del mattino, ieri ha chiesto un blocco nazionale di un mese poiché l’Italia ha registrato la cifra record di 19.143 nuovi casi di coronavirus, di cui 2.280 in Campania.

De Luca ha detto che è necessario “chiudere tutto“, tranne i settori che producono e trasportano beni essenziali, oltre a bloccare la circolazione tra le regioni.

Le richieste del governatore della Campania per un blocco a livello nazionale seguono quelle di alcuni epidemiologi e accademici che hanno fatto appello al premier Giuseppe Conte affinché adottasse misure drastiche a livello nazionale, avvertendo che senza agire rapidamente l’Italia potrebbe presto affrontare 400-500 morti di coronavirus al giorno.

Nonostante le crescenti pressioni e i timori che la pandemia stia andando fuori controllo, Conte si è finora opposto all’implementazione di un secondo blocco nazionale, dicendo che avrebbe rovinato la già fragile economia del Paese.

Nel frattempo diverse regioni italiane hanno iniziato a prendere in mano la situazione, tra cui Lazio (Roma) e Lombardia (Milano), introducendo nuove restrizioni come il coprifuoco notturno.

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