Nepal, i morti sono 2.500, dispersi gli italiani

Redazione

Il centro nazionale per le emergenze informa che dopo le scosse sismiche verificatesi in Nepal, le vittime salgono a 2.500 ed i feriti sono 6.237. E’  stato dichiarato dal governo lo stato di calamità naturale.

Il Times of India diffonde le stesse informazioni. Le vittime sono in Nepal, in India e in Cina.

Il sisma di ieri e poi di questa mattina quando si è verificata una nuova scossa di magnitudo 6.7 ha causato anche nuove valanghe sul monte Everest.

Ci sono al momento tante difficoltà per l’elettricità ed i collegamenti telefonici. Nel lontano 1934, il terremoto che si verificò tra Nepal ed India era di magnitudo 8.1 provocò la morte di 10.700 persone.

Ad oggi pomeriggio mancano notizie su quattro italiani, speleologi dispersi a Langtand, a nord di Kathmandu, nel Parco Nazionale. Fino ad un’ora prima del secondo sisma non si hanno notizie dei dispersi.

Giuseppe Antonini, ha contattato la compagna per rassicurarla, ma questo è avvenuto dopo il primo sisma.

Poi nessuna ulteriore notizia. Giuseppe Antonini ha 53 anni, è uno speleologo di Ancona, ci sono con lui, Gigliola Mancinelli, di Ancona, medico dell’ospedale cardiologico Lancini, e speleologa.

Della spedizione di torrentismo, fanno parte Oscar Piazza, del Soccorso alpino del Trentino Alto Adige, e un ragazzo di Genova. «Il viaggio di ritorno era stato fissato per il 3 maggio».

 

L’aeroporto internazionale Tribhuvan di Kathmandu è operativo ed aperto ai voli internazionali per gli aiuti dopo il fermo di circa quattro ore.

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