Perugia, ricostruito l’organo genitale di un bimbo

Perugia ricostruito organo genitale di un bimbo

Straordinario intervento chirurgico a Perugia: ricostruito l’organo genitale di un bimbo di 4 anni.

E pensare che al mondo esistono ancora tanti, troppi atteggiamenti antiscientifici. C’è chi la scienza non la conosce, c’è chi non la capisce, c’è chi l’avversa inventandosi improbabili metodi del “fai da te”, approssimativi, superficiali, inefficaci e spesso anche dannosi.

Atteggiamenti che cozzano contro la ragione umana e l’intelligenza umana; eppure esistono, sono sempre dietro l’angolo con la forza della loro inconsistenza, empirici fino all’inverosimile, atteggiamenti che fanno fare dei passi indietro clamorosi al genere umano, che lo riportano nel Medio Evo. Ne vediamo tutti i giorni, quotidianamente sono nelle cronache.

Ma la scienza alla fin fine trionfa e trionferà, perché è qualcosa che non si nasconde dietro l’approssimazione, la faciloneria, l’individualismo: la scienza è un qualcosa di forte, di razionale e soprattutto di tutti e per tutti, non per una singola persona.

Così, quando vediamo che a un bambino a Perugia riescono a ricostruire l’organo genitale, la vittoria non è solo di un essere umano e per un essere umano, è una vittoria della scienza, e quindi una vittoria di tutti. E’ successo proprio questo, qualcosa che sembra impossibile; il terzo caso al mondo di ricostruzione di quest’organo per una persona. Altri due casi c’erano stati precedentemente solo a New York e a Lisbona.

Un intervento chirurgico che ha quindi dell’eccezionale, eseguito dalla struttura complessa di chirurgia pediatrica dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. L’operazione è stata fatta su un bambino di quattro anni, portatore di una rara e importante patologia congenita multiapparato. L’intervento è durato addirittura otto ore, ed è stato eseguito con successo la scorsa settimana. Il piccolo è stato da poco dimesso e rientrerà presto con i genitori nella città estera di residenza.

L’ufficio stampa della struttura ospedaliera ha emesso in proposito una nota a firma del responsabile della struttura Marco Prestipino: “Il bambino presentava gli esiti chirurgici della estrofia cloacale, una rarissima malformazione che unisce intestino, canale anorettale, vescica, uretra e genitali esterni, al di fuori dell’addome, con il bacino anteriore praticamente diviso in due parti. Alla nostra equipe è stato richiesto un intervento di ricostruzione dell’organo genitale”.

Il dott. Prestipino ha poi sottolineato che nella scelta della struttura ospedaliera ha influito anche un rapporto di amicizia dei familiari con un medico italiano che per alcuni anni aveva esercitato la professione nello Stato di provenienza del bambino. Prosegue Prestipino: “In ogni caso il nostro centro esegue frequentemente interventi di chirurgia dell’apparato riproduttivo, anche se nella fattispecie la malformazione consisteva nell’assenza dei genitali, e da qui l’unicità della patologia”.

“Risulta, infatti, che solo in due centri al mondo sia stato eseguito un intervento come questo in cloaca estrofica, uno a Lisbona e uno a New York”.

A Luglio, peraltro, la stessa struttura sanitaria aveva sottoposto a intervento chirurgico un altro bambino per una patologia dell’apparato urogenitale, anche se un po’ meno complessa. L’equipe dei chirurghi pediatrici è formata dai dottori Prestipino, Berardino Melissa ed Elisa Magrini. Hanno collaborato gli anestesisti Simonetta Tesoro e Marco Colognese, mentre il personale infermieristico di sala operatoria è stato coordinato dal dottor Domenico Del Casale.

Grande soddisfazione, ovviamente, da parte dei genitori del piccolo, che hanno voluto ringraziare calorosamente l’equipe medica per l’accoglienza e per gli esiti dell’intervento. Insomma, tutto è bene quel che finisce bene.

Onore al merito a questi medici, al loro alto grado di specializzazione e di professionalità; onore alla scienza, quella vera. Quella nata circa quattrocento anni fa, quando un piccolo grande uomo dalle mostruose potenzialità, dall’intelligenza fine e dalla grande tenacia, scrutando il cielo, ha fondato il metodo scientifico: si chiamava Galileo Galilei.

È bene non scordarsi mai che, se non ci fossero stati lui e alcuni uomini che l’hanno seguito brillantemente in quelli che erano ancora secoli bui, forse questo bambino sarebbe rimasto con la sua malformazione e con i suoi immensi problemi. E questo bambino, in fondo, rappresenta l’intera umanità.

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