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Berlusconi, la dolce pena: servizi sociali e agibilità politica

Berlusconi, la dolce pena servizi sociali e agibilità politica

Silvio Berlusconi sconterà una pena molto dolce: dovrà svolgere attività di volontariato in un centro per anziani che si trova a due passi da casa sua.

E così dopo tredici anni di processo che hanno portato alla condanna di Silvio Berlusconi a quattro anni di carcere per frode fiscale, ma ne sconterà uno solo perché tre sono coperti da indulto, la pena è stata decisa.

L’ex Premier, l’ex Cavaliere, l’ex marito, l’ex papi, l’ex protettore della nipote di Mubarak, al netto dell’indulto, dovrà scontare solo un anno. In carcere? Giammai. Ai domiciliari? Nemmeno per sogno.

Una volta settimana, Silvio dovrà dedicare quattro ore del suo preziosissimo tempo a qualche coetaneo meno fortunato costretto a vivere in un centro per anziani alla periferia di Milano.

E giacché il Tribunale di Sorveglianza ha deciso che a Berlusconi spetta anche l’agibilità politica, il martedì e il giovedì potrà recarsi a Roma per occuparsi tranquillamente di politica.

Insomma, la vita dell’ex Cavaliere non subirà grossi scossoni. Dovrà solo fare il sacrificio di non lanciare invettive contro i magistrati comunisti che congiurano contro di lui, altrimenti, rischia i finire ai terribili domiciliari.

Certo che questa giustizia italiana, in mano alla sinistra, ci è andata proprio giù proprio pesante con Berlusconi: su quell’ultimo anno rimasto potevano anche chiudere un occhio.

In fondo che ha fatto di male il leader di Forza Italia? Ha solo frodato un po’. Cotanta pena è davvero eccessiva. Merita dieci anni di carcere il barbone che ha rubato una mela per fame, non Berlusconi che froda miliardi.Berlusconi, la dolce pena servizi sociali e agibilità politica

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