L’Aquila cinque anni dopo. Tra macerie, dolore e rintocchi di campana

L’Aquila cinque anni dopo. Tra macerie, dolore e rintocchi di campana

L’Aquila, ore 3.32 del 6 aprile 2009 la terra trema, le case crollano, le macerie seppelliscono 309 persone. L’Aquila, ore 22.30 5 aprile 2010 ricorda le sue vittime con 309 rintocchi di campane.

Che cosa è cambiato a L’Aquila a cinque anni del sisma che provocò tanta distruzione? Quasi nulla. Restano ancora macerie e tanto dolore. Il capoluogo abruzzese si presente come un enorme cantiere.

Il centro storico rimane un’area fantasma. Niente abitanti. Nessun negozio. Nelle periferie le cose vanno meglio, ma la normalità è ancora di là da venire.

Ci sono voluti cinque anni per far decollare il progetto Officina L’Aquila, una sorta di task force formata da imprenditori nazionali e internazionali che si sono assunti il compito di far rinascere la città.

E mentre Gian Luca Galletti, ministro all’Ambiente, Giovanni Legnini, sottosegretario all’Economia e il sindaco della città Massimo Cialente, continuano a fare proclami, promesse e richieste di fondi che non bastano mai, la campana rintocca una due, tre…309 volte.L’Aquila cinque anni dopo. Tra macerie, dolore e rintocchi di campana

By Marco Gennarelli

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