Meningite di tipo B contagiata una bambina di 11 anni a Poderaccio

Influenza, il picco sembra avvicinarsi prima del previsto

Un’estate terribile per quanto riguarda virus ed epidemie: mentre si combatte la Legionella e la Febbre del Nilo, per evitare che diventino epidemie ancora più estese, due neonate di pochi giorni di vita sono morte di pertosse e, notizia dell’ultima ora, a una bambina di soli 11 anni è stata diagnosticata la meningite.

Quest’ultimo caso è stato accertato a Firenze. La notifica della sepsi da meningococco B (accertata mediante PCR) è giunta dall’Ospedale Meyer nella tarda serata di venerdì scorso dove la piccola paziente è ricoverata. I sanitari riferiscono che le sue condizioni cliniche, al momento, non destano preoccupazione  e ,tuttavia, la prognosi resta riservata.

L’unità funzionale sanità pubblica dell’area fiorentina, si spiega, «si è prontamente attivata già da venerdì sera, raccogliendo le prime informazioni, nell’ambito dell’indagine epidemiologica, per predisporre l’intervento sanitario che è in corso da stamani».

La bambina, spiega sempre la Asl, è residente nel campo nomadi del Poderaccio: oltre ai familiari, la profilassi sarà estesa al resto della comunità.

Il nucleo operativo di sanità pubblica è presso il presidio di Via Canova ed i sanitari stanno conducendo le operazioni con la collaborazione dell’amministrazione comunale ed in particolare della Polizia Municipale di Firenze.

E non è certo l’unico caso delle ultime settimane.

Qualche giorno fa un uomo di 56 anni è stato ricoverato all’ospedale delle Apuane, reparto malattie infettive, proprio per meningite B. Anche in quel caso l’Igiene e sanità pubblica di Massa Carrara ha subito attuato tutte le misure necessarie per i contatti più stretti e prolungati.

Ed a metà dello scorso mese una bambina di 7 mesi, del Pistoiese, è stata ricoverata in prognosi riservata dopo essere stata colpita da meningite di tipo B. La piccola, nata a dicembre scorso, è stata portata da Pistoia ed anche lei affidata al pediatrico Meyer.

Tutti questi casi, per fortuna, non si sono conclusi con esito infausto grazie al pronto intervento dei sanitari, che hanno anche avviato immediatamente la necessaria profilassi .

Ricordiamo che la meningite da meningococco è una grave malattia caratterizzata dall’infezione delle meningi, le membrane che avvolgono cervello e midollo spinale. Si manifesta in genere con sintomi come febbre, mal di testa, rigidità del collo, nausea, vomito. In alcuni casi (5-15%) può portare a polmonite, in altri (5-20%) a sepsi o setticemia, che comporta un danno diffuso a vari organi e può portare alla morte.

Colpisce soprattutto i bambini piccoli e gli adolescenti. Ciò è spiegato dal fatto che i bambini piccoli sono più deboli, poiché il loro sistema immunitario è ancora immaturo, mentre l’elevata incidenza tra gli adolescenti è spiegata dalle loro abitudini di vita e in particolare dalla frequentazione di ambienti affollati.

Purtroppo questa malattia, nonostante la disponibilità di efficaci terapie antibiotiche, ha una elevata mortalità.

Per fortuna è poco diffusa: secondo i dati del sistema di sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità (ISS), nel 2015 ci sono stati in Italia 196 casi.

Sono attualmente disponibili vaccini per la prevenzione delle infezioni da meningococco di sierogruppo A, B, C, Y, W135 offerti gratuitamente a tutte le categorie a rischio. Inoltre la vaccinazione contro le infezioni da meningococco B viene offerta gratuitamente ai nati dal 2017, con numero di dosi diverse a seconda dell’età di somministrazione e con indicazione sino all’età adulta.

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