Francia, prete pedofilo ucciso con un crocifisso

Redazione

Sovente la legge è lenta e fa fatica a fare il suo corso, con le condanne che, quando arrivano, non aiutano certo a superare le conseguenze di atti gravissimi come abusi subiti da ragazzini e bambini.

Allentata la cappa di omertà e tabu che ha coperto l’argomento per decenni, negli ultimi anni sempre più preti e religiosi sono stati accusati di molestie e abusi.

Molti sono stati allontanati, per fortuna, dalla loro comunità, altri sono stati condannati e finiti in carcere, ma altrettanti sono rimasti impuniti.

Un’eventualità che non è facile da accettare a cuor leggero, e che probabilmente è alla base di una tragedia consumatasi nelle scorse ore in Francia.

L’ex parroco di Froissy, in Picardia, nord della Francia, è stato ucciso lunedì notte, morto soffocato con un crocifisso in gola da un 19enne che si è introdotto nella sua abitazione.

Il sacerdote, da 40 anni celebrava messa nel paese prima di essere sospeso a causa di molestie e abusi sessuali su chierichetti. I fatti, avvenuti in un caso nel 1962, e nell’altro fra il 1976 e il 1980, erano ormai prescritti dal punto di vista penale.

Il presunto colpevole è stato sottoposto ad un ricovero coatto dopo che al momento dell’arresto è apparso “in stato delirante” e non ha proferito parola, riferisce le Parisien, citando il procuratore Florent Boura.

A quanto sembra il giovane non ha «mai detto di essere stato personalmente vittima» di molestie o violenze, ma si sa che Matassoli era «una persona vicina alla sua famiglia».

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