Shopping con l’AI, le banche lanciano l’allarme: rischi di truffe e frodi

Gli agenti di intelligenza artificiale stanno iniziando a fare molto più che rispondere alle domande degli utenti: possono cercare prodotti, confrontare offerte e, in alcuni casi, arrivare fino all’acquisto.

Ma proprio questa evoluzione sta facendo crescere le preoccupazioni del settore bancario.

Un gruppo di grandi banche internazionali ha avvertito che l’utilizzo dell’AI per gli acquisti online potrebbe aumentare il rischio di truffe, frodi e violazioni della privacy.

Tra gli istituti che hanno sollevato il problema figurano NatWest, Bank of America, ING, Capital One, Commonwealth Bank of Australia e ASB Bank.

Gli agenti AI stanno entrando negli acquisti online

Le principali aziende tecnologiche stanno lavorando a sistemi capaci di acquistare prodotti per conto dell’utente.

OpenAI, Anthropic, Google e Meta stanno sviluppando agenti AI sempre più autonomi, in grado di:

  • cercare un prodotto;
  • confrontare prezzi e caratteristiche;
  • suggerire un acquisto;
  • interagire con negozi e piattaforme;
  • completare alcune operazioni per conto dell’utente.

Il fenomeno viene spesso definito “agentic commerce”, cioè commercio gestito attraverso agenti di intelligenza artificiale.

Per le banche aumentano i rischi di frode

Secondo gli istituti finanziari, però, affidare a un agente AI una transazione introduce nuovi rischi.

Un sistema automatizzato potrebbe utilizzare dati finanziari sensibili, accedere a informazioni sui pagamenti oppure scegliere metodi di pagamento che non offrono lo stesso livello di protezione di quelli abitualmente utilizzati dal consumatore.

Le banche temono inoltre che gli agenti AI possano diventare un nuovo strumento sfruttato dai truffatori.

Un sistema potrebbe, per esempio, essere manipolato per indirizzare l’utente verso offerte poco affidabili o siti fraudolenti.

Il problema della responsabilità

Uno dei punti più delicati riguarda cosa succede quando qualcosa va storto.

Se un utente effettua direttamente un acquisto, normalmente è abbastanza chiaro chi ha autorizzato la transazione.

Con un agente AI la situazione diventa più complessa.

Se l’intelligenza artificiale sceglie un prodotto sbagliato, effettua una transazione indesiderata o viene ingannata da un venditore fraudolento, potrebbe diventare difficile stabilire chi sia responsabile.

È uno dei motivi per cui le banche chiedono regole più chiare prima che questi strumenti diventino di uso quotidiano.

Crescono gli acquisti che arrivano dall’AI

Il fenomeno non è più soltanto teorico.

Secondo i dati citati da Reuters, il retailer britannico John Lewis ha registrato una forte crescita delle ricerche provenienti da strumenti di intelligenza artificiale.

La quota sarebbe passata dallo 0,3% al 2,5% nell’arco di un anno.

È ancora una percentuale ridotta rispetto al traffico complessivo, ma la crescita mostra quanto rapidamente stiano cambiando le abitudini degli utenti.

Servono più trasparenza e controlli

Gli istituti finanziari chiedono quindi che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale negli acquisti sia accompagnato da maggiori garanzie.

Tra le proposte ci sono:

  • indicare chiaramente quando una transazione viene gestita da un agente AI;
  • proteggere meglio i dati finanziari;
  • garantire che l’utente possa controllare e annullare le operazioni;
  • rendere più trasparenti i criteri con cui l’AI sceglie prodotti e servizi;
  • mantenere diverse opzioni di pagamento disponibili.

Un altro punto importante riguarda la possibilità che gli utenti sappiano sempre quando stanno interagendo con un sistema automatizzato.

L’AI potrebbe cambiare il commercio online

Per le aziende tecnologiche, gli agenti AI rappresentano uno dei prossimi grandi passi nell’evoluzione dell’e-commerce.

In futuro potrebbe diventare normale chiedere a un assistente:

“Trova il miglior smartphone sotto i 500 euro e compralo”.

L’AI potrebbe occuparsi autonomamente della ricerca, del confronto e della transazione.

Una comodità enorme, ma che richiede anche nuove protezioni.

Più aumenta l’autonomia dell’intelligenza artificiale, più diventa importante stabilire limiti chiari su accesso ai dati, pagamenti e responsabilità.

Il prossimo terreno di confronto sull’AI potrebbe quindi non essere soltanto quello dei chatbot, ma direttamente il nostro portafoglio.

By Marco Gennarelli

Marco Gennarelli segue guadagno online, monetizzazione digitale, affiliate marketing e creator business. Su 24hLive cura guide e approfondimenti su lavoro online, prodotti digitali, newsletter, piattaforme che pagano e strategie realistiche per creare entrate sul web.

Leggi anche